Addio acquasantiera, è poco igienica: nella cappella dell’ospedale di Chieti spunta l’erogatore

Foto da info.asl2abruzzo.it

Coniugare un antico rituale con l’esigenza di igiene è possibile. Lo ha dimostrato il nuovo cappellano dell’ospedale di “Annunziata” di Chieti, che ha sostituito la classica acquasantiera in marmo con un erogatore di acqua in metallo.
Antiquata, elegante, suggestiva. Ma anche poco igienica. E negli ospedali più che altrove, si sa, germi e batteri sono ospiti pericolosi e indesiderati. Così, la vecchia acquasantiera della cappella dell’ospedale abruzzese è stata rimossa. Da qualche giorno, al suo posto, svetta un moderno e tecnologico erogatore di acqua santa.

L’idea è stata di padre Renato Salvatore, da sei mesi cappellano della struttura. La vecchia vasca era ormai diventata un ricettacolo di germi e batteri, potenziale moltiplicatore di infezioni.

Da qui l’intuizione del religioso. Con il dispenser, meno tradizionale ma sicuramente più igienico e funzionale, è stato possibile mettere d’accordo fede e pragmatismo. Dopotutto, come ha spiegato il camilliano alla stampa, «la funzione fondamentale di mettere a disposizione dei fedeli l’acqua benedetta, un sacramentale importante nell’atto del segno di croce per implorare la grazia divina, è stata salvaguardata».

Un gesto di attenzione e cautela nei confronti dei pazienti della struttura e dei suoi visitatori. Un’acquasantiera in marmo sarà nuovamente installata sotto l’erogatore, ma solo per evitare che gocce di acqua benedetta cadano a terra.

L’erogatore acqua a boccioni o in metallo, come quello installato nell’ospedale abruzzese, è uno strumento sempre più utilizzato nelle case e negli uffici italiani, grazie alla sua facilità d’uso e alla sicurezza dell’acqua che si beve. Immaginarlo anche in chiesa, però, non era poi così scontato.

Resta da vedere se il dispenser di acqua benedetta riuscirà a mettere d’accordo tutti, dai giovani fedeli alle perpetue più conservatrici. Per il momento, sembra proprio stia andando così. Dopotutto, l’igiene non è un optional, che sia in chiesa come all’ospedale. I propositi di conciliare tecnologia con liturgia e tradizione con modernità, evidentemente, non sono poi così blasfemi.