Allarme olio straniero: nel 2019 saranno estere 2 bottiglie su 3

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I dati di Coldiretti e i suggerimenti per imparare a riconoscere un prodotto di qualità

Si apre con prospettive affatto positive il 2019 per i produttori di olio.

Con il crollo dei raccolti in Italia, infatti, i pronostici parlano di importazioni che supereranno il mezzo miliardo di chili.

Che vuol dire in termini pratici? Che due bottiglie su tre al supermercato non saranno di provenienza non nazionale.

La questione è stata affrontata in maniera approfondita nello studio “Salvaolio” presentato a inizio dell'anno da Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana.

Contestualmente alla presentazione dello studio, migliaia di produttori italiani sono scesi in piazza per manifestare chiedendo leggi che possano salvaguardare gli uliveti dello Stivale i quali si traducono in salute, ambiente, reddito e lavoro.

Etichette più trasparenti e chiare: le richieste di Coldiretti

Come spesso accade per problematiche legate al settore agroalimentare e alla grande distribuzione organizzata gran parte del problema si traduce in etichette non trasparenti.

Il rischio per i consumatori – spiega l'associazione di categoria – è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta delle grande distribuzione si trovi prodotto straniero (tunisino, spagnolo o greco), peraltro favorito da etichette dove l’indicazione della provenienza è spesso illeggibile.

Come riconoscere un olio di qualità?

La chiave per individuare un olio di qualità, insomma, è sempre leggere l'etichetta diffidando da diciture apparentemente rassicuranti come “olio di provenienza dell'UE”.

Neppure il marchio può essere considerato una garanzia perché moltissime aziende italiane, con la legge dalla propria parte, per risparmiare utilizzano prodotti misti e comunque non italiani ma, il più delle volte, spagnoli, greci se non addirittura tunisini e nord africani.

Oltre all'etichetta sul web esistono diversi siti in cui è possibile informarsi con cura.

Il portale di informazione agroalimentare ortofrutta.com, per esempio, ha dedicato all'olio una dettagliata guida con i migliori prodotti italiani, regione per regione.

Come orientrarsi nel mercato dell'olio

Il motivo per cui molti consumatori, comprando praticamente alla cieca, si ritrovano a tavola un prodotto straniero e di serie b quando potrebbero comprare a prezzi leggermente superiori un'eccellenza italiana è legato a marketing e pubblicità.

I colossi della gdo martellano quotidianamente i consumatori con spot e messaggi promozionali, offerte e sconti facendo in modo che, alla fine, si compri un prodotto in quanto persuasi dalle immagini più che dal suo effettivo valore.

Il suggerimento, invece, è quello di fare acquisti più consapevoli, che valorizzino il territorio italiano e le pratiche virtuose del Bel Paese.

Lo sforzo, dunque, deve avvenire in due direzioni: da una parte le piccole attività dovrebbero imparare le tecniche di chi lavora nella gdo, ti consigliamo al proposito un nostro precedente articolo sull'ingrosso ortofrutta, cosa comunicare per vendere, dall'altra il consumatore dovrebbe comprare e mangiare in maniera più attenta e consapevole.

I cambiamenti nelle alte sfere: l'Evo va difeso con negoziati internazionali

Il consumatore può cambiare qualcosa ma è sicuramente il governo che deve muoversi nelle alte sfere.

È quanto affermato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha chiesto di difendere l'olio evo italiano nei negoziati internazionali.

L'agroalimentare italiano – ha ribadito durante la presentazione di “Salvaolio” – troppo spesso viene usato come moneta di scambio per interessi diversi.

Altre richieste avante dallo stesso sono:

  • una riforma dei reati in materia agroalimentare
  • innovazione tecnologica
  • nuovi sistemi di produzione per prevenire le frodi agroalimentari
  • classificazione degli oli su base scientifica

Olio: vademecum per non cadere nelle trappole del mercato

Per Coldiretti l'unica denominazione accettabile per un prodotto di qualità è quella Olio prodotto e confezionato in Italia.

Non andrebbero prese in considerazione, dunque, le tre diciture promosse dall'Unione Europea ovvero

  • “miscele di oli di oliva comunitari”
  • “miscele di oli di oliva non comunitari”
  • “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”

Altre tecniche per non cadere in errore sono:

  • diffidare dai prezzi troppo bassi
  • guardare con più attenzione le etichette
  • acquistare prodotti Evo e Dop