Cos’è un ecommerce e come ha salvato i piccoli commercianti durante l’emergenza Covid-19

Da qualche anno in qua abbiamo assistito ad un cambiamento delle abitudini di acquisto degli italiani e la pandemia del Covid-19 ha accelerato questo mutamento delle abitudini, per forza di cosa. In tutto ciò, con l’improvvisa chiusura dovuta all’emergenza, molti piccoli commercianti hanno rischiato il tracollo. Ma per fortuna, con l’adozione degli ecommerce, si è potuto continuare a vendere, in alcuni casi anche più di prima.

Cos’è un ecommerce?

Una definizione a senso unico è molto difficile da trovare: il termine, infatti, racchiude un mondo enorme. Per convenzione, si tende a semplificare il tutto, indicando con il termine ecommerce tutte le transazioni per il commercio di beni e/o servizi tra chi li produce e chi li acquista.

Ci sono due macroaree che identificano due tipologie di ecommerce differenti: l’ecommerce B2C e l’ecommerce B2B. Il primo indica lo scambio di prodotti e/o servizi tra un’azienda ed un privato, il secondo – invece – indica lo scambio tra due aziende.

I vantaggi degli ecommerce sono diversi: innanzitutto vi è la possibilità di ampliare il proprio “parco clienti”. Con l’ecommerce infatti è possibile raggiungere un numero infinito di persone e quindi di potenziali clienti. Anche solo limitarsi all’Italia, rappresenta un’opportunità enorme. Il secondo vantaggio riguarda  i costi di gestione ridotti, se confrontati a quelli di un negozio fisico. E per ultimo, nessuna pandemia potrà fermare le vendite online.

L’ecommerce in soccorso dei piccoli commercianti durante l’emergenza Covid-19

Come anticipato su, il Covid-19 ha catalizzato il processo di cambiamento – rendendolo necessario e rapido – delle compravendite di prodotti. La rivoluzione digitale ci ha travolti al pari della pandemia: tutto si è spostato sul web, dall’istruzione all’attività fisica, dai contatti personali finanche e soprattutto ai consumi.
I consumatori che hanno usufruito degli acquisti su piattaforme digitali sono triplicati tra Gennaio e Ottobre, se si considera l’anno 2019, quando non esisteva alcun tipo di limitazioni ad aperture, spostamenti, etc. (fonte dati: Repubblica)

D’altronde, il cambiamento si è reso necessario per la sopravvivenza di molti commercianti, più o meno piccoli. L’adozione di una piattaforma ecommerce ha permesso, infatti, di non rinunciare al volume di vendite ed in alcuni casi, lo ha anche incrementato: è il caso degli ecommerce di beni di prima necessità, come alimenti e prodotti farmaceutici. Ma non solo. In questo periodo, c’è stato il boom di acquisti anche per gli articoli sportivi e degli attrezzi per il bricolage: con le palestre chiuse e tanto tempo libero, ovviamente ci si è organizzati diversamente.
Non tutti i settori però hanno visto questo incremento: gli ecommerce dell’ambito fashion hanno avuto un calo drastico! Parliamo di abbigliamento, scarpe e accessori, cose che – per ovvi motivi – non erano richieste nel lungo periodo di lockdown ma che hanno avuto una crescita costante e moderata nel periodo immediatamente successivo.

Il processo di compravendita non subirà più una retrogressione, perchè nonostante le minori restrizioni, tutti preferiscono evitare rischi per la salute facendo lunghe code per l’accesso ai negozi e – una volta apprezzata la comodità dello shopping online – difficilmente si tornerà indietro. I commercianti che hanno compreso questa nuova tendenza – oltre a salvare un anno di fatturato – hanno investito e continuano a investire in questo nuovo modello di business, lanciando online il loro negozio virtuale, ben consci di come stia cambiando la modalità dei consumi degli italiani e non solo.

Ma quanto costa un ecommerce?

Questa è una risposta che non può essere esaustiva: dipende! Le variabili sono innumerevoli e, volendo dare delle cifre, si può ipotizzare una forbice che va dai 1.500 ai 10.000 euro, costi di marketing esclusi. Questi ultimi vanno comunque messi in conto, perchè altrimenti ci si ritroverà con un bellissimo ecommerce, pieno di prodotti con schede e foto dettagliate e di qualità, perfettamente funzionante in tutto il processo d’acquisto (ordine, carrello, pagamenti, etc) ma che non vedrà nessuno.
Ci sono anche soluzioni molto più economiche ma molto limitanti sia nella personalizzazione sia nel raggiungimento degli obiettivi: stiamo parlando di soluzioni pre-confezionate che nulla hanno a che vedere con la realizzazione di un ecommerce che può fornirti un professionista o, ancora meglio, una web agency

In conclusione, abbiamo ormai chiaro come sia in atto una vera rivoluzione digitale anche per lo shopping. Restare indietro, non è esattamente una buona idea!