Elestar 50 la prima Vespa automatica di casa Piaggio

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Negli anni ‘80 la Piaggio si trovò di fronte ad una sfida singolare: dopo la Vespa 50 Special, a quale Vespa sarebbe stato affidato l’incarico di scuotere di nuovo il mercato? Decisione ardua. La scelta ricadde sulla serie PK, che a partire dalla 50 produsse diversi modelli nel tentativo di mantenere l’attenzione puntata sulla casa di Pontedera.

Presentata per la prima volta al salone di Colonia nell’82, viene commercializzata nell’anno seguente assieme alla sua gemella con starter elettronico, la 50 Elestar. L’evento viene ricordato dai presenti poiché viene loro fatto omaggio del “Seme della Vespa”, una chiavetta a forma di mezzaluna: l’oggetto voleva simboleggiare l’evoluzione della Vespa in ogni sua parte ad eccezione della chiavetta, ancora uguale all’originale.

Di questa serie viene presentata poi la versione 125, venduta con due tipi di motore: normale a due travasi e di “lusso” a tre travasi. Con questo modello vengono corretti diversi difetti, facilitando l’avviamento grazie alla nuova forma della leva ed eliminando l’affondo dell’avantreno in frenata. Notevole inoltre la prestazione a bassi regimi, che alza il tiro tanto da permettere la partenza in terza senza sofferenze meccaniche.

La serie Vespa PK non viene particolarmente apprezzata a causa della sua linea spigolosa che rende sgradevole la serie. Questo non impedì alla Piaggio di introdurre un’ulteriore innovazione a partire dalle 50 e 125 S Automatiche. Per la prima volta nel mondo motociclistico si adotta una soluzione diffusa ancora oggi: il cambio automatico.

Mentre nella 50 viene eliminata la leva della frizione che lascia posto al freno posteriore, nella 125 la manopola sinistra mostra non 3 ma solo 2 posizioni: una per il folle e uno per l’innesto della marcia. Questo è possibile grazie a un attuatore idraulico e, soprattutto, dallo sfruttamento della velocità di rotazione del nuovo albero motore Vespa (un Mazzucchelli AMT 186). Il cambio diventa così superfluo, e l’albero motore assume un nuovo ruolo nel funzionamento del motociclo.

La Vespa PK 125 S Automatica fa poi da base per una versione più sportiva, la 125 PK ETS. Qui la linea estetica viene ammorbidita e diventa più piacevole, soprattutto il motore viene migliorato. Irrobustito l’albero motore, ampliata la luce di ammissione e ritoccato qualche altro componente, l’ETS è più brillante nella prestazione e ha un consumo decisamente minore rispetto ai suoi predecessori.

Quest’ultimo modello riscuote il successo che le sue compari precedenti non erano riuscite a raggiungere: non solo l’aspetto è migliorato, ma anche il motore è più brillante e guidarla è un piacere. La distanza delle marce è ravvicinata fino alla quarta, più staccata per permettere di toccare velocità considerevoli. La maneggiabilità è incredilmente buona, anche se le gomme strette danno qualche difficoltà iniziale nelle curve più ostiche. Mostra ancora qualche difficoltà sui terreni accidentati, ma il difetto è compensato da una frenata migliorata grazie alle nuove camme flottanti.

Che dire… I meccanici Piaggio hanno avuto il loro bel da fare per dare agli amanti del vespino un nuovo veicolo in grado di rubare nuovamente i loro cuori. È stato un lavoro lungo non sempre costellato di successi, ma questo non ha impedito alla Vespa di mostrarsi ancora una volta all’altezza della sfida.