I Fashion Cafès di Tommaso Buti, l’imprenditore italiano graziato da Trump

Nelle ultime ore di mandato Donald Trump ha condonato la pena a 73 persone. Fra i graziati in extremis c’è un italiano, Tommaso Buti, amico di Trump già dagli anni Novanta, quando il magnate americano gli affidò la guida della sua agenzia di modelle.
Fattosi conoscere negli States fin da giovanissimo nel settore della ristorazione, Buti aprì prima a New York poi a Londra, Città del Messico, Manila e Barcellona una catena di ristoranti che seguiva il tema della moda e del fashion, invitando al suo desco le modelle più quotate dell’universo patinato. È proprio per presunti reati finanziari avvenuti negli anni ’90 che Buti fu arrestato in Italia nel 2000, mentre negli Stati Uniti le accuse restavano pendenti ma non aveva mai subito nessuna condanna.
Ora arriva il “perdono” ottenuto negli ultimi giorni per volere di Donald Trump, suo amico e da sempre suo difensore: più volte Trump aveva sostenuto l’innocenza di Buti, definendolo “un uomo d’affari rispettabile”, più adatto al mondo del fashion che a quello dei fast food. Buti si dichiara felice e sollevato, potendo finalmente rimettere piede in America come un cittadino libero, ringrazia Trump attraverso le parole della sua legale, l’avvocatessa Valeria Calafiore Healy che, sottolineando come appunto il provvedimento riguardi fatti avvenuti tanto tempo fa, più di venti, l’imprenditore italiano non solo fu già processato in Italia ma anche prosciolto dalla Corte di Appello nel 2007. Sarebbe quindi stata un’ingiustizia dover subire un secondo processo negli Stati Uniti. Tommaso Buti si è sempre dichiarato innocente e nella cronaca nostrana passa alla storia più come latin lover che imprenditore.
Sulle riviste di gossip non si contano tutte le donne avvistate dai paparazzi al suo fianco: nel 1995 era il ragazzo più invidiato al mondo, considerando che quando andava a lavoro le sue colleghe erano Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Elle McPherson e Christy Turlington e sua moglie nonché madre di suo figlio era l’angelo numero uno di Victoria Secret, Daniela Peštová.
Con la grazia ricevuta da Donald Trump si chiude il capitolo legato ai Fashion Cafè, e Buti, felice, può finalmente tornare nella sua amata America da uomo libero da qualsiasi giudizio.

Maggiori informazioni sul sito de Il Messaggero.