Le varie tipologie di tè cinese

Quella che è considerata la bevanda più diffusa in tutto il mondo, in Cina è parte integrante di una cultura millenaria che affonda le radici in tempi lontanissimi: si tratta del tè, estratto dalla Camellia sinensis, pianta legnosa originaria della Cina, ma anche del Bangladesh e del famoso Corridoio himalayano indiano.

Si stima che i benefici della pianta da tè siano noti sin dal 2000 a.C., ai tempi della dinastia cinese Han: proprio nella regione meridionale della Cina, lo Yunnan, si trova quella che è considerata la più antica pianta da tè.
Bere una tazza di tè in Cina significa fare una vera e propria esperienza sensoriale: nel paese asiatico si parla infatti di Cha Dao, ossia un “Percorso del Tè” che porta addirittura all’illuminazione. Non a caso un proverbio risalente alla dinastia Song recita “Lo Zen e il Tè hanno lo stesso gusto“.

Le principali tipologie del tè

In Cina all’interno delle Case da Tè, in occasione di riunioni di famiglia o di matrimoni dove la sposa omaggia in tal modo i parenti dello sposo come segno di integrazione nella nuova famiglia, si ha la possibilità di assistere a rituali ancestrali dove ogni gesto viene compiuto con totale armonia e grazia in ossequio al Gong Fu Cha ovvero “l’arte di fare bene“. Sono anche i momenti migliori per conoscere le innumerevoli varietà di tè, distinguibili tra loro a seconda del processo di lavorazione che subiscono.

Rispetto a qualche anno fa, è possibile acquistare tè cinese online su siti come Moontea.it dove si trovano varietà che provengono dalle migliori zone produttive cinesi. I tè possono essere divisi in tante tipologie, che ormai oggi sono ampiamente conosciute in occidente.

Tra le principali tipologie di tè cinesi vi sono:

• Tra i più rinomati e diffusi c’è il Lu Cha, il Tè Verde, coltivato soprattutto nella regione dello Zhejiang definita “Il regno del Tè Verde”. Questa varietà di tè, che in tazza rivela il suo colore giallo verdognolo, viene prodotto attraverso tre procedimenti: prima viene applicata la disattivazione enzimatica per bloccare la fermentazione, poi si procede con il rotolamento dando alle foglie una determinata forma e infine si avvia l’essiccazione.
Il Tè Verde, che trattiene meglio il suo caratteristico gusto utilizzando la tipica tazzina con coperchio GaiWan, apporta una serie di benefici all’organismo: è antiossidante, antitumorale e antibatterico, regola i livelli del colesterolo, favorisce la digestione, previene l’insorgenza di diabete e ictus, mantiene la mente sveglia e lucida.

• Il Tè Giallo (Huang Cha) ha un gusto e un aspetto che lo avvicinano molto al tè verde, rispetto al quale però viene sottoposto in fase di lavorazione alla copertura e a una conseguente ossidazione: le foglie vengono sottoposte a un trattamento termico, fatte riposare qualche ora, avvolte in un panno inumidito per circa 1 giorno e solo successivamente vengono essiccate.
Considerato in Cina più salutare del tè verde, può essere prodotto utilizzando foglie grandi, piccole o germogli.

• Il Tè Oolong (Wu Long Cha) è una tipologia di tè prodotta nelle aree di Guangdong e Fujian e in tazza si rivela un liquido azzurrognolo. Il sapore fortemente aromatico e la complessa fragranza sono figli del processo di lavorazione: è un tè semi-fermentato che viene sottoposto a torrefazione in un ambiente molto umido.
Il Tè Oolong, molto utilizzato nelle Case del Tè con tanto di strumenti che vanno dalla tazza GaiWan alla teiera in argilla YiXing, può essere conservato per anni come il vino, sprigionando un gusto ancora più incisivo.

• Il Tè Rosso (Hong Cha), nonostante in infusione riveli una colorazione rossastra, è noto in Occidente come Tè Nero: è molto ossidato e per questo motivo, nonostante la caffeina contenuta, rispetto ad altre tipologie di tè ha meno effetto eccitante, rivelandosi però ottimo per recuperare energia o curare i problemi di stomaco.
Grazie al suo sapore fruttato con note di miele e al profumo dolce e floreale, il Tè Rosso può consumarsi ad ogni ora del giorno.

• Il Tè Bianco (Bai Cha) viene prodotto secondo un procedimento relativamente semplice ma rigoroso: le foglie vengono appassite al vapore e in seguito essiccate, subendo naturalmente mutamenti chimici che lo rendono molto salutare, essendo molto ricco di flavonoidi dal potere antiossidante. In Cina il Tè Bianco, venduto in panetti tondeggianti, viene bollito tanto fino ad ottenere un liquido denso come uno sciroppo, utile per abbassare la febbre: per questo motivo in tutte le case dello JiangNan è conservato un panetto di Tè Bianco, avvalorando il detto cinese “dopo un anno si chiama tè, dopo tre diventa una medicina, se conservi per sette sarà un vero tesoro”.
Il Tè bianco ha un sapore molto delicato e il suo colore chiaro è legato ai germogli scelti per la sua produzione.

• Il Tè Nero (Hei Cha), chiamato Tè Rosso in Cina, si caratterizza per il sapore molto pungente che persiste anche dopo anni, tanto da essere stata la tipologia di tè prescelta per essere esportata. Amato in particolare dalle minoranze tibetane e mongole, il Tè Nero viene prodotto attraverso una fermentazione con microrganismi, a cui segue una fase di post-fermentazione: in pratica le foglie, prima appassite, pressate e poi tagliare, vengono essiccate al sole, ossidate e infine tostate.
Tra i benefici più rilevanti del Tè Nero ci sono quelli di ridurre l’assimilazione dei grassi e abbassare i livelli del colesterolo cattivo LDL.

• Il Tè Keemun è noto per essere utilizzato nel corso dell’English breakfast ed è considerato una varietà fermentata di Tè Nero. Sono utilizzate le foglie delle piantagioni da tè Zhu Ye e, nonostante le sue origini risalgano alla dinastia Tang essendo citati nel “Canone del Tè” di Lu Yu, la sua produzione esplose nel XIX secolo nella provincia dell’Anhui dove il clima era favorevole alla sua coltivazione: la raccolta delle prime due foglie della pianta e del suo bocciolo apicale, avviene solo in primavera e in estate.
Il Tè Keemun ha colore rosso acceso, un sapore dolce, un profumo floreale che ricorda le orchidee e può essere messo in infusione più volte.

Il tè: tra storia e leggende

In Cina si raccontano molte leggende sul tè e la più importante riguarda Shen Nong, uno dei tre imperatori dell’antica Cina. Il “Contadino Divino” pare avesse l’abitudine di assaggiare piante per individuare quelle commestibili o medicamentose.

Un giorno ingurgitò una pianta velenosa che cominciò a causare la morte di tutti gli organi interni, visibili dalla sua grande pancia trasparente. Attirato dalle foglie verdi di un cespuglio, ne mangiò una manciata e, all’improvvisò, guarì: erano foglie di tè. Per questo motivo la dinastia Han decise che il carattere da usare per scrivere la parola tè doveva contenere l’immagine di un uomo, dell’erba e di rametti di legno.
Durante la dinastia Tang il tè era una bevanda riservata all’aristocrazia: in questo periodo dall’India arrivavano i monaci buddisti che apprezzarono subito questa rinfrescante bevanda tanto da consumarla durante le meditazioni Za-Zen per rimanere più vigili. È nel corso di questa dinastia che nascono le prime case del tè, inizialmente aperte solo ai ceti più abbienti: solo con la dinastia Qing si aprono anche al popolo divenendo luoghi di intrattenimento con tanto di musicisti e danzatori.
Con la dinastia Song la cultura del tè si diffuse maggiormente aprendosi al popolo ma anche a paesi vicini come il Tibet, attraverso la mitica “Via del Tè e dei Cavalli“: comincia a fare la sua comparsa il vasellame da tè e a svolgersi gare di tè.
Tra i documenti più importanti legati all’affascinante cultura cinese del tè c’è “Il Canone del Tè“, antichissimo manuale scritto nel 758 dal monaco Lu Yu: in queste pagine sono descritte tutte le fasi legate al te, dalle aree di produzione, alle tecniche di coltivazione fino al tipo di acqua da utilizzare e agli strumenti necessari.