Chi può diventare un traduttore professionale?

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Prima di scoprire quali sono i passi che devono essere compiuti per diventare traduttori professionali, è bene sottolineare il fatto che il contesto economico è in costante evoluzione e in perenne cambiamento: ciò vuol dire che quello che vale ora potrebbe non valere più tra una decina di anni. Tenuto conto di questa doverosa promessa, vale la pena di concentrarsi sul percorso da prendere in considerazione, partendo dal presupposto che tradurre in Rete per un content marketplace è diverso dall’essere dipendenti di un’agenzia di traduzioni. Insomma, in questo ambito il mondo del lavoro presenta una grande varietà di sfumature e di sfaccettature che è bene conoscere.

La base per cominciare non può che essere rappresentata da una laurea in lingue o comunque da un attestato di qualifica conseguito in una scuola di traduzione. A questo punto, ci si deve dare da fare per accumulare esperienza: il problema è che, come per molti altri lavori, le aziende in genere richiedono solo persone con esperienza, ma non sono disponibili a formare neo-laureati e soggetti che hanno appena finito di studiare.

Per diventare un traduttore professionale, inoltre, è opportuno pensare al campo in cui ci si vuole specializzare: un conto è tradurre un testo di storia dell’arte e un conto è tradurre un contratto relativo a un accordo commerciale stretto da due aziende, ed è chiaro che chi si occupa del primo lavoro non dispone delle competenze necessarie per svolgere il secondo (e viceversa). Il mercato delle traduzioni è molto variegato, e non si può certo dire che non serva un pizzico di fortuna per entrare a farne parte. La Rete, in questo senso, offre un aiuto molto prezioso, anche perché permette di entrare in contatto, nel giro di pochi secondi e con pochissimi clic, con aziende del settore e colleghi.

Certo, l’invio del curriculum è un aspetto molto importante, ma più che dati freddi e impossibili da verificare può essere utile spedire alle case editrici e alle agenzie di traduzione dei lavori che sono già stati eseguiti, per dare un’idea del proprio modus operandi. La creazione di una rete di contatti è decisiva, e a questo scopo ci si può servire anche dei social network: Facebook, per esempio, ma soprattutto Linkedin, grazie a cui si possono instaurare rapporti di lavoro praticamente con chiunque, anche con realtà che si trovano dall’altra parte del mondo. E in effetti il telelavoro è una possibilità molto concreta e diffusa tra i traduttori professionali: non può essere esclusa o trascurata.