Scoprire l’Ogliastra: un territorio sconosciuto

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Quando si parla di Sardegna per molte persone è inevitabile pensare a lunghe spiagge di fine sabbia bianca, alle località modaiole e costose della Costa Smeralda e a strutture turistiche raffinate e chic.
Tutto ciò, però, è solo una piccola parte di ciò che può offrire questo territorio formidabile. I veri viaggiatori sanno che la Sardegna è molto di più, è una terra incredibilmente ricca di tesori da scoprire, talmente numerosi da non essere sufficiente una sola vacanza per vederli tutti, sono necessari addiruttura anni.

Tuttavia, anche coloro che si considerano esperti di viaggi ed esplorazioni di luoghi di nicchia forse non conoscono a sufficienza una regione geografica ben precisa della Sardegna: l’Ogliastra. Questa zona per qualche anno è stata anche una provincia sarda, per poi essere riassorbita dalla provincia di Nuoro, ed è per certi versi completamente diversa dalla solita idea che si ha di quest’isola.
Niente spiagge sterminate, ma cale, roccia e fitta vegetazione, ecco come si presenta agli occhi dei visitatori. Ad un primo sguardo potrebbe sembrare aspra e difficile, ma dopo averci trascorso qualche giorno non si può che innamorarsi di questo territorio sconosciuto ai più.

Per raggiungere l’Ogliastra dalle coste della penisola italiana ci si può imbarcare dai porti di diverse regioni come Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia e raggiungere la Sardegna in traghetto.
A seconda di come si è più comodi si può decidere di approdare al porto di Cagliari e poi dirigersi verso nord-est, oppure sbarcare al porto di Olbia e successivamente percorrere il tragitto verso sud, o in ultimo scegliere di arrivare al comodo porto di Arbatax, che si trova già in territorio ogliastrino. Nel tratto ci si può fermare a vedere la bella San Teodoro.

Proprio qui può iniziare la scoperta di questa parte di Sardegna. Arbatax è famosa per le sue spettacolari formazioni chiamate le Rocce Rosse, talmente belle da sembrare dipinte, in netto contrasto con il colore turchese dell’acqua cristallina in cui si specchiano. Da Arbatax parte anche una linea ferroviaria turistica molto particolare, che con il suo Trenino Verde conduce di fermata in fermata fino alla località di Mandas, percorrendo 159 chilometri in 10 ore e attraversando l’entroterra sardo. Un modo unico e originale per poter osservare paesaggi mozzafiato e sorprendenti della Sardegna che non ci si aspetta.

La costa, però, resta sempre la meta prediletta dai turisti e, si può aggiungere, a ben vedere. Cala Luna, Cala Sisine, Cala Biriola, Cala Mariolu e Cala Goloritzè sono alcune delle meravigliose calette di indescrivibile bellezza che si trovano nel Golfo degli Orosei. Cala Goloritzè, in particolare, è raggiungibile via terra percorrendo una ripida discesa di circa 3 ore adatta a persone atletiche e dotate di scarpe da trekking e una buona riserva d’acqua (soprattutto per il ritorno). Nonostante la difficoltà, la fatica del trekking viene ripagata da un paesaggio straordinario. La partenza avviene dall’Altipiano del Golgo, dove ci sono diverse interessanti attrattive come la spettacolare voragine, chiamata Su Sterru, che si trova nei pressi della suggestiva chiesetta di San Pietro, spesso visitata da simpatici asinelli.

Questa è la zona del Supramonte, costellata di piccoli borghi dove sembra che il tempo si sia fermato. Tra tutti spicca Baunei, un piccolo paesino arroccato su una specie di terrazza naturale da cui godere di tramonti infuocati e brulicante di anziane signore che ancora portano in testa foulard neri e abiti rigorosamente scuri. Una curiosità: in questa cittadina vale la pena partecipare da spettatori alla competizione internazionale di murra che si tiene una volta l’anno, dove abilissimi giocatori provenienti dal sud della Francia, dalla Catalogna e da varie regioni italiane si sfidano a ritmi serrati.

Il luogo preferito dagli abitanti di Baunei per fare un veloce tuffo nel blu delle acque dell’Ogliastra è la cala di Pedra Longa, una piccola insenatura sovrastata da un mastodontico roccione calcareo alto più di 120 metri. Questo è un ottimo punto per fare snorkeling, armati di maschera e boccaglio per vedere sguazzare tra le rocce decine di pesci.
Poco distante da Baunei troviamo, nel territorio di Triei, la Tomba dei Giganti di Osono, un monumento nuragico di immense dimensioni che lascia chiunque a bocca aperta.

Se tutto ciò non fosse abbastanza, un’altra esperienza che rimarrà impressa nei ricordi è quella di percorrere la gola di Su Gorroppu, il canyon più profondo d’Italia e tra i più profondi d’Europa.
Anche il Massiccio del Gennargentu, con il suo Parco Nazionale e le sue vette imbiancate, offre l’occasione di trascorrere giornate immersi nella natura più incontaminata, tra sentieri da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo. Questa è davvero la Sardegna che non ci si aspetta, lontano dalle classiche spiagge. Il paesaggio montano ci porta a comprendere meglio il carattere e le origini del popolo sardo, da sempre dedito alla pastorizia e poco avvezzo alle attività ittiche.

Tra i monumenti naturalistici, nel profondo dell’Ogliastra si trovano anche i cosiddetti tacchi, formazioni rocciose di ampie dimensioni a forma di tacco, come ad esempio Perda ‘e Liana e il tacco di Osini (nei pressi della Scala di San Giorgio, altra meraviglia della natura).

Oltre a ciò, diverse cascate arricchiscono la varietà del paesaggio di questo territorio. Durante le stagioni più piovose, infatti, si possono ammirare le magnifiche Cascate di Lequarci, dove l’acqua scorre impetuosa facendo un salto di 50 metri per poi andare a formare piccoli laghetti che creano uno scenario che ricorda quasi il continente africano.

Da non perdere sono inoltre gli alberi monumentali dell’Ogliastra, ce ne sono a centinaia e alcuni di essi sono secolari o addirittura millenari.
Sembra che questo elisir di lunga vita non riguardi solo le specie botaniche. La scienza ha dimostrato come in Ogliastra vivano alcune tra le persone più longeve al mondo, sicuramente grazie all’ottima qualità di cibo, aria e ritmi di vita.

Ma l’Ogliastra non è famosa solo per le bellezze naturali. Ebbene, se è vero che l’occhio vuole la sua parte, le papille gustative non sono da meno e la cucina ogliastrina saprà stupirvi. Il piatto tipico per eccellenza di questa zona è il mitico culurgiones, divenuto praticamente il simbolo culinario più famoso della Sardegna.
Un’altra specialità assolutamente da provare è il pane frattau, una specie di lasagna fatta con il pane carasau. E poi non dimentichiamoci del pecorino sardo, ottenuto dal latte delle pecore del Supramonte. Delizie per il palato.

Insomma, se siete curiosi di scoprire il lato più estremo e selvaggio della Sardegna non vi resta che prenotare un traghetto che vi porti fino in Ogliastra. Potrete così dire di aver visto con i vostri occhi la vera anima sarda, dura e ribelle ma indescrivibile affascinante.